Iperammortamento Industria 5.0: novità, pro e contro

Uno dei limiti più grandi relativi allo sviluppo industriale è rappresentato dallo scarso supporto dato dalla politica tramite incentivi, ma con l’iperammortamento industria 5.0 la musica potrebbe cambiare, anche se ANIE Confindustria si è espressa con toni tiepidi sulle recenti novità legate all’estensione del Piano Transizione 4.0 fino al 2028. Il prolungamento temporale è segno della ferma intenzione di investire su un nuovo paradigma e di stabilire una continuità con il recente passato. Tuttavia, nonostante i vantaggi del piano di iperammortamento industria 5.0, sarà necessario verificarne la concreta applicabilità. Ne abbiamo parlato insieme agli esperti di Cignoli Elettroforniture.
Iperammortamento Industria 5.0: cosa prevede la nuova norma
Quando parliamo di iperammortamento industria 5.0 ci riferiamo in realtà all’estensione per il biennio 2026-2028 di uno strumento già presente nel piano transizione 4.0. Regolato dall’articolo 1 commi 427-436 della Legge di Bilancio per il 2026, esso favorisce gli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Il termine ultimo per usufruirne è fissato al 30 settembre 2028, mentre la lista di beni materiali e immateriali agevolabili è contenuta in due allegati. Durante l’esame al Senato per l’approvazione, il testo di legge è stato modificato. In particolare, il comma 427 stabilisce ai titolari di reddito di imprese, il riconoscimento di una maggiorazione del costo di acquisto di nuovi beni strumentali. Questa determina le quote dell’iperammortamento industria 5.0 e dei canoni di locazione ai fini delle imposte sui redditi (IRES ed IRPEF). Sono due le condizioni che gli investimenti devono soddisfare:
- I beni strumentali devono essere ubicati entro il territorio statale e prodotti in uno Stato UE o aderente allo Spazio Economico Europeo;
- La richiesta deve essere prodotta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Il comma 427 norma anche la maggiorazione da applicare ai costi degli investimenti, esplicitati invece nel comma 429. Questi i valori:
- 180% su investimenti entro 2,5 milioni di euro;
- 100% su investimenti tra 2,5 milioni di euro e 10 milioni di euro;
- 50%, per investimenti tra 10 milioni di euro e 20 milioni di euro.
Il comma 428 indica invece le condizioni specifiche che negano alle imprese l’accesso all’iperammortamento industria 5.0: fallimento, liquidazione coatta o volontaria, partecipazione ad altra procedura concorsuale… Il beneficio viene inoltre perso in caso di trasgressione delle norme relative alla sicurezza sul lavoro o in caso di inadempienze nel versamento dei contributi per i lavoratori.
Iperammortamento Industria 5.0: i dubbi espressi da ANIE Confindustria
ANIE Confindustria non ha nascosto le sue perplessità, legate proprio ad alcuni punti toccati dalle modifiche. L’iperammortamento industria 5.0 presenta sicuramente aliquote vantaggiose, ma anche alcune contraddizioni interne. Ad esempio, gli allegati A e B adesso includono software e componenti hardware essenziali per la transizione green. Allo stesso tempo però, la Legge di Bilancio taglia gli incentivi dedicati proprio a queste tecnologie, generando un paradosso difficile da ignorare. Sempre in ottica di Green Economy, fa rumore anche l’esclusione dei moduli fotovoltaici prodotti in territorio UE con un’efficienza almeno pari al 21,5%. Tale scelta rischia di limitare sensibilmente l’accessibilità all’iperammortamento industria 5.0, dato che riduce il numero di produttori da cui acquistare. La “Clausola di territorialità”, ovvero l’obbligo di investire su beni prodotti da Stati dell’UE costituisce un ulteriore limite, seppur figlio di una strategia ben precisa, che guarda al rafforzamento del mercato europeo. Secondo ANIE l’applicazione di questo vincolo porta con sé alcuni rischi. Da una parte le autorità di controllo avranno prevedibili difficoltà a verificare la provenienza di ogni bene. Dall’altra, le imprese potrebbero rinunciare agli investimenti, proprio a causa di questa incertezza strutturale. Secondo ANIE Confindustria un’altra criticità dell’iperammortamento industria 5.0 risiede nella questione procedurale. L’attuazione delle misure è correlata a un decreto interministeriale che coinvolge rispettivamente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), con un conseguente allungamento delle tempistiche. Il rischio è dunque quello di un vuoto operativo per almeno la prima parte del 2026. Leggi anche l’articolo: Divorzio e mantenimento figli: la strategia dell’Avvocato quando subentra l’indipendenza economica