Ricaricabili o no? Cosa dicono le nuove ricerche sulle pile AA

Ricaricabili o no Cosa dicono le nuove ricerche sulle pile AA

Le pile AA sono le più diffuse e utilizzate; sono presenti nel telecomando della TV, nel gioco che nostro figlio adora, nella sveglia che abbiamo sul comodino. Sono anche dette batterie stilo e sono costituite da una singola cella elettrochimica, che può essere realizzata con diverse sostanze chimiche. In passato le pile AA zinco-carbone erano le più diffuse, oggi più spesso si trovano quelle alcaline; si utilizzano anche pile AA al Litio, ma si tratta di batterie leggermente più costose. Da vari anni è possibile reperire queste pile sia in versione normale che in quella ricaricabile. Tra le due versioni possiamo scegliere in totale libertà o no? Alcune ricerche in tale ambito hanno chiarito la questione.

Sostituire tutte le pile con le ricaricabili
In passato le prime pile ricaricabili erano molto costose, potevano subire l’effetto memoria e spesso offrivano inconvenienti e problemi. Oggi le cose sono molto cambiate e di fatto le pile AA ricaricabili sono utilizzabili come quelle non ricaricabili, tanto che da più parti si era suggerito di eliminare completamente le pile non ricaricabili. Ci sono invece situazioni in cui è ancora importante utilizzare le pile non ricaricabili, mentre quelle ricaricabili potrebbero causare dei problemi, o comunque il loro uso può risultare del tutto superfluo. Ce lo racconta un esperto in un articolo del New York Times di qualche mese fa, nel quale si precisa che per alcuni dispositivi le batterie stile di tipo tradizionale sono le più adatte e affidabili. Un esempio sono i dispositivi che utilizzano pochissima energia ma in maniera molto costante, come avviene ad esempio per i fanali a LED per le biciclette o per gli orologi da parete. Le batterie ricaricabili infatti offrono un voltaggio alto appena ricaricate, che però poi tende a calare leggermente con il passare del tempo; questo porta orologi e pile a LED a spegnersi, prima che la batteria si sia effettivamente scaricata.

Più ecologiche?
Sono però molti i dispositivi in cui l’uso di pile ricaricabili è ottimale rispetto a quello delle pile AA tradizionali. La prima motivazione è puramente di sostenibilità ambientale: poter ricaricare le batterie AA per molte volte consente di immettere nell’ambiente una minore quantità di inquinanti. Il perché è semplice: se ne devono produrre di meno e se ne troveranno meno anche tra i rifiuti della raccolta differenziata. Ricordiamo peraltro che dal 2006 in Europa non è più possibile produrre e vendere batterie al nichel-cadmio, in quanto questo metallo è altamente tossico. Le batterie ricaricabili di ultima generazione sono prodotte con nichel e metallo ioduro; si tratta di sostanze che è bene riciclare in maniera idonea, che però non causano i problemi correlati all’utilizzo del cadmio.

La memoria delle pile AA
Le nuove pile ricaricabili non hanno l’effetto memoria. In pratica anche se ricaricate solo per una percentuale della carica massima potranno in seguito essere ricaricate appieno; in passato invece l’abitudine a ricaricare le pile solo per una piccola percentuale della loro possibilità impediva in seguito di ricaricarle al massimo. Un’altra problematica che può rendere ancora utili le pile monouso è l’auto-scaricamento; in sostanza le pile ricaricabili tendono a scaricarsi più rapidamente di quelle monouso, anche se non sono utilizzate o se il dispositivo cui sono collegate è spento. Questo le rende la scelta peggiore per accessori quali rilevatori di fumo o luci di emergenza. Quindi anche se per moltissimi usi è oggi utile prediligere le batterie stilo AA ricaricabili rispetto alle monouso, queste ultime continueranno ad essere disponibili, perché per alcuni utilizzi sono ancora essenziali. Si pensi ad esempio a una persona che fa un viaggio in un luogo sperduto: una volta scaricate le ricaricabili, si troverà a non poterle più collegare alla rete; meglio quindi portare con sé una scorta di pile stilo AA tradizionali.